Negli ultimi anni si sono intensificati gli studi scientifici rivolti al rapporto tra stress, tossine e intestino, all'identificazione dello squilibrio stressogeno e ad approfondire l’impatto immediato dello stress sul sistema gastrointestinale.

Le ricerche dimostrano, infatti, che la flora batterica intestinale buona può alterarsi per tutta una serie di motivi, quali disordini alimentari, diete errate, allergie ed intolleranze, cause endogene come patologie in atto, tossine esogene, ma anche per via dello stress. Dunque, la flora batterica buona si trasforma in flora batterica cattiva o disbiosi, che causa diverse problematiche come gastrite, colite, intossicazione metabolica con rallentamento del metabolismo.

Secondo gli studi più recenti, i batteri cattivi della flora intestinale non solo infiammano l’intestino, ma possono anche entrare in circolo nell’organismo e causare altri problemi, come manifestazioni simil-depressive. Questo vuol dire che controllare le infiammazioni a livello intestinale equivale a controllare anche le infiammazioni a livello sistemico.

Per mantenere l'intestino sano dovremmo drenare questi carichi batterici, riportare l'equilibrio tra la flora buona e quella cattiva e, infine. valutare anche la possibilità di intolleranze alimentari. Il mantenimento della corretta funzionalità intestinale è fondamentale per il buon funzionamento del nostro sistema immunitario che si trova per il 70% nell'intestino. Inoltre, l'intestino è definito il "secondo cervello" ed è costituito da 100.000.000 di neuroni.